Gli effetti della crisi sanitaria: Le nuove figure professionali dopo il virus Covid-19.

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L’emergenza sanitaria provocata dal virus SARS-COV2 ha mutato i nostri comportamenti nel privato, ma soprattutto nella vita professionale.

Le misure di distanziamento sociale applicate, anche all’interno degli spazi lavorativi, hanno portato ad un cambiamento radicale dell’organizzazione delle filiali.

La Ceo di Microsoft, Satya Nadell, afferma che: a causa della pandemia il processo di trasformazione nel campo professionale che si compie mediamente in azienda in due anni, ha subito una notevole accelerazione riducendosi ad appena due mesi.

Un modello di lavoro che è stato utilizzato durante il lockdown e nei mesi successivi è stato come ormai noto lo smartworking.

In Europa questa finestra di lavoro è più praticata rispetto all’Italia.

Quali saranno le professioni più richieste in quest’era di trasformazioni?

La prima conseguenza della crisi sanitaria è l’acquisizione del ruolo centrale del digitale e del web.

Il rapporto stilato da Unioncamere e Arpal nel 2021 sottolinea la crescita nelle richieste di figure legate alla sicurezza informatica e al mondo della comunicazione.

Il secondo effetto provocato dalla pandemia è legato alle limitazioni degli spostamenti.

In questa cornice le figure professionali che hanno subito una accelerazione maggiore, sono legate al settore agroalimentare, soprattutto nell’ambito della qualità e del controllo, degli acquisti

on-line e nel settore dei trasporti e della logistica.

Il settore sanitario ha dovuto fare i conti con l’insufficienza delle risorse e degli strumenti per poter contenere il contagio.

Per questo motivo la fotografia prodotta dagli istituti di ricerca evidenzia la richiesta dei seguenti professionisti: medici, infermieri, operatori sanitari ma soprattutto psicologi e assistenti sociali.

Queste due ultime figure risultano fondamentali nella scelta della nuova forza lavoro, ma soprattutto per l’adozione di strategie  per le risorse umane fortemente provate e trasformate dalla pandemia.

Lo studio compiuto da Unioncamere e Arpal sottolinea anche la richiesta di operatori per il settore del turismo in ottica green e sostenibile.

Le parole d’ordine per provare a rilanciare i diversi settori professionali danneggiati dalla crisi sanitaria sono: digitale, sicurezza, salute e sostenibilità.

Gli stessi rappresentano una sfida per il futuro e comportano la domanda di nuove professionalità capacità di mettersi in gioco e reinventarsi.